Cercasi liquidità

I banchieri sono più permalosi dei pensionati e hanno reagito con grande durezza a una norma del decreto sulle liberalizzazioni che cancella le commissioni sugli affidamenti bancari. Nel merito del problema si può discutere e si discuterà nel passaggio del decreto alla Camera, ma quel che appare chiaro è che il tormentone sul “governo dei banchieri” è ormai uno stereotipo lontano dalla realtà.
8 AGO 20
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I banchieri sono più permalosi dei pensionati e hanno reagito con grande durezza a una norma del decreto sulle liberalizzazioni che cancella le commissioni sugli affidamenti bancari. Nel merito del problema si può discutere e si discuterà nel passaggio del decreto alla Camera, ma quel che appare chiaro è che il tormentone sul “governo dei banchieri” è ormai uno stereotipo lontano dalla realtà. Gli istituti di credito hanno una funzione cruciale nella vita economica, hanno delle responsabilità non secondarie nella creazione delle bolle artificiose che poi sono scoppiate, non solo in America, mettendo in moto la crisi. Sono però uno strumento comunque indispensabile per riavviare la crescita e per stabilizzare il mercato dei titoli di stato. Mario Draghi ha scelto la via di foraggiare con larghezza la liquidità delle banche perché esse a loro volta salvaguardino i titoli di stato e sostengano col credito l’economia produttiva.

L’industria bancaria, come la chiama il presidente dell’Abi Giuseppe Mussari (i cui vertici ieri hanno rimesso il loro mandato, compreso Mussari), deve orientarsi a cercare i suoi leciti profitti almeno anche nel finanziamento all’economia e non solo, come è accaduto e accade tuttora, nella dimensione in qualche caso esorbitante dei costi dei servizi che presta alla clientela o nell’azzardo della speculazione finanziaria e immobiliare. Il governo e il Parlamento hanno voluto mandare un messaggio chiaro e duro in questa direzione e le dimissioni del comitato di presidenza dell’Associazione bancaria dimostrano che il colpo è andato a segno. Probabilmente il testo della misura approvata contiene qualche eccesso di radicalità, ma anche se fosse così, se si fosse commesso qualche errore, questo ci direbbe che i ministri non hanno affatto esaminato la normativa con il lanternino di chi è ossessionato dall’interesse a difendere le banche, dalle quali non pochi di loro provengono.

Spetterà ora alla Camera decidere se sia utile operare qualche correzione, ma il governo ha annunciato che, in quel caso, si limiterà a non “mettersi di traverso”. D’altra parte era stato il governo a imporre alle banche la gratuità dei conti correnti per i pensionati, altra decisione che ha fatto infuriare i banchieri, che non si sentono affatto protetti dall’esecutivo, anche se esagerano quando si dipingono come dei perseguitati. Continuare con la solfa del governo dei banchieri ora è proprio difficile.